La missione di Sucre
  Sucre

Come primo intervento Engineering per l’infanzia ha scelto le adozioni a distanza nella Missione Francescana di Sucre in Bolivia.

La città di Sucre ha preso il nome dal maresciallo Antonio José de Sucre, compagno di Simon Bolivar, il condottiero che ha guidato la lotta per l’indipendenza contro i colonizzatori spagnoli, nel 1839, dopo essere diventata capitale della nazione.

Collocata nella parte sud orientale del Paese, Sucre fu fondata il 30 novembre 1538 con il nome di "Ciudad de la Plata", dal marchese Pedro di Anzures. Insieme a La Paz e a Cochabamba, è una delle tre principali città della Bolivia. L’antico nome (“plata” significa “argento” in spagnolo) trae le sue origini dalle famose miniere d'argento di Potosì. Nel 1609 fu scelta come residenza dell’arcivescovo. La residenza ospita un ospedale, un osservatorio meteorologico, un importante museo di anatomia e storia naturale. Dal 1624 è la sede di una delle più prestigiose università latino-americane: la “Universidad Real, Mayor, Pontificia de San Francisco Xavier”.
Fino alla prima metà dell’Ottocento circa, Sucre fu il centro giuridico, religioso e culturale della regione. Oggi è la capitale costituzionale della Bolivia e conta una popolazione di circa 190 mila abitanti. Ricca di edifici e monumenti che ricordano il passato coloniale, la città è stata dichiarata dall'Unesco patrimonio culturale dell'umanità nel 1991.

La tradizione e la storia di Sutre non bastano ad assicurare alla maggioranza della popolazione un livello di vita adeguato. Le statistiche confermano la povertà diffusa e il lavoro irregolare. Un terzo delle persone che abitano in città non hanno un impiego. Il 37 per cento dei minori di 15 anni non ha mai visto una scuola. Il 65 per cento dei bambini da 0 a 6 anni non ha mai ricevuto assistenza medica.